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La chiesa di San Francesco da Paola, uno scrigno da scoprire

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failunga(1)Avete mai varcato la soglia della chiesa di San Francesco da Paola? Per chi non l’avesse fatto, sabato e domenica 21 e 22 marzo, in occasione delle Giornate Fai sarà possibile scoprire i segreti celati all’interno della chiesa e del convento dei Paolotti. Il complesso fu costruito dall’Ordine dei Minimi, più noto come Ordine dei Paolotti, all’inizio del XVII secolo, sul luogo dove esisteva un’antica cappella cinquecentesca dedicata alla Madonna di Costantinopoli. Il complesso fu terminato nella II metà del XVII secolo e a chiusura dei lavori ci fu una solenne celebrazione e l’Università battezzò San Francesco da Paola protettore secondario della città. La facciata è molto semplice, al centro spicca un bel portale con due colonne binate (fusto ottagonale e fusto tortile), montate su due plinti alti e reggenti un timpano spezzato che incornicia lo stemma dell’ordine. Una semplice decorazione floreale, di stampo pre-barocca, avvolge il portale, molto simile a quello di Palazzo Marino-Motolese (via Arco Casavola). In alto, sulla facciata, si notano una croce litica e quattro prismi geometrici, che rappresentano il prototipo schematizzato dei tipici fiaccoloni martinesi. L’interno si sviluppa attorno a tre navate, delimitate dalle arcate in pietra e sorrette da possenti piastroni quadrati, che recano le tele del Settecento della Passio di Gesù Cristo. Lungo le navate laterali, a ridosso delle pareti, si collocano tre altari in pietra finemente lavorata con opere d’arte di raffinata fattura; partendo dalla navata di sinistra si possono ammirare le tele di Sant’Andrea di Avellino, della Madonna dei Sette Dolori, che copre un dipinto a muro raffigurante l’Incoronazione della Vergine e la statua di San Francesco da Paola. Nella testata della navata si colloca un altare barocco con colonne tortili che ospita al centro la tela d’altare del XVII secolo raffigura la Madonna di Costantinopoli con il panorama di una città, forse dovrebbe trattarsi della stessa Martina Franca. L’altare maggiore fu realizzato nel Settecento e si intrvedono nel coro alcuni frammenti di tempera. Nella testata della navata di destra si colloca un altro altare in stile barocco, di impronta riccamente leccese, realizzato nel 1708 da Nunzio Ledomada, con al centro la scultura di San Michele Arcangelo. Seguono lungo la navata la Madonna delle Grazie, la scultra del leccese Cesare Penna (1607-1680), l’Ecce Homo, e infine la pala d’altare seicentesca dell’Immacolata fra San Gioacchino e Sant’Anna con la Santa Famiglia in viaggio per l’esilio realizzata da Marcello Arnone da Contursi (Salerno). Sospeso a metà altezza lungo la navata di destra è collocato un organo del 1764 definito da un’elegante cantoria rococò. Sul pavimento, rifatto recentemente, sono emerse delle botole che anticamente venivano usate per le sepolture.

Durante le Giornate Fai sarà aperta nei seguneti orari:

sabato 21 MARZO
ore 9.00 – 12.30 / 15.00 – 17.15
domenica 22 MARZO
ore 10.15 – 12.30 / 15.00 – 17.15

 

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