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Il Taranto ritrova gioco e vittoria

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“Dove eravamo rimasti?”. Vale la pena ricordare la famosa frase del ritorno in tv di Enzo Tortora per spiegare l’esordio del Panarelli bis. Il Taranto vince, e lo fa in scioltezza, esattamente come lo avevamo lasciato a giugno. Sembra una vera e propria liberazione. Fin dai primi minuti quando è palpabile la confidenza con il 4-2-3-1. Dalle promesse di Ragno (il Taranto giocherà a memoria) si è passati alle certezze di Panarelli (il Taranto che si trova a memoria). Alla fine finisce 3 a 1 per i rossoblu, con uno schieramento che a tutti sembrava più che ovvio. Ferrara e Pelliccia tornano a fare gli esterni di difesa e soprattutto D’Agostino e Oggiano tornano ad occupare le loro zolle di campo. Tutto molto diverso rispetto al recente passato ed il Taranto finalmente dà la sensazione di essere sempre pericoloso. Sembra più in palla anche Guaita, affrancato dai compiti difensivi, e investito della responsabilità di puntare l’uomo in velocità. E’ proprio l’argentino ad avere una prima palla gol al minuto 12, ma il portiere campano respinge. Il Taranto spinge e accumula corner. Da un calcio d’angolo arriva una insidiosa inzuccata di Benvenga salvata sulla linea (26’). Si ha la sensazione che qualcosa sta cambiando. Non cambia, invece, la distrazione del Taranto che prende gol da calcio d’angolo (testa di Del Sorbo alla mezz’ora) favorito da un’errata uscita di Sposito. Tornano i fantasmi del crollo psicologico, quando Cuccurullo perde palla da ultimo uomo, favorendo il contropiede in solitudine di Del Sorbo, ma stavolta è superlativo Sposito a salvare il risultato (42’). Ci prova Favetta in chiusura di frazione, con un bel tiro teso che sfiora la traversa. Nella ripresa è bravo Panarelli (in tribuna) a non cambiare nulla e in avvio da una pregevole percussione di Pelliccia arriva un palla nel cuore dell’area di rigore a D’Agostino che segna di forza. Sulle ali dell’entusiasmo aumenta la pressione ed è Cuccurullo a provarci in due occasioni senza fortuna. I tentativi dei centrocampisti sono una freccia in più ed è Manzo a colpire ancora con un gran tiro dai 20 metri, che finisce sotto l’incrocio (21’). Con il vantaggio acquisito i cambi servono a buttare forze fresche in campo e a rinforzare la mediana con l’ingresso di Matute. Al 32’ il Taranto serve il tris. E’ ancora uno scatenato Cuccurullo a vincere un contrasto nella tre quarti e a servire D’Agostino, che si ferma, osserva, ragiona e confezione un rasoterra millimetrico che si insacca senza pietà. E’ il gol che sancisce il crollo definitivo di Gladiator comunque ben messo in campo. Arrivano due ghiotte occasione per servire il poker sui piedi di Croce e Genchi, ma è bravo il portiere a dire di no. Si aspetta un abbraccio con la curva che non arriva, ma ci sarà tempo per riconquistare i tifosi dimostrando di avere grinta è continuità. Il Taranto schierato così promette bene.

Taranto – Gladiator 3-1
Marcatori: PT, 30’ Del Sorbo; ST, 3’ e 32’ D’Agostino, 21’ Manzo
Taranto: Sposito, Pelliccia, Ferrara, Manzo S., Benvenga, Manzo L., Oggiano (44’ st Russo), Cuccurullo (34’ st Masi), Favetta (27’ st Genchi), D’Agostino (36’ st Croce), Guaita (29’ st Matute). A disp.: Giappone, De Litteriis, Galdean, Marino. All. Triuzzi (Panarelli squalificato)
Gladiator: Zagari, Pantano, Di Finizio (37’ st Guida), Vitiello, Sall, Maraucci (25’ st Saccavino), Landolfo, Ziello, Del Sorbo, Di Paola, Marzano (23’ st Rekik). A disp.: De Lucia, Ioio, Pesce, Varriale, Di Monte, Di Pietro. All. Borrelli
Arbitro: Taricone di Perugia
Assistenti: Peloso di Nichelino e Pischedda di Torino
Note: spettatori 3000 circa. Giornata soleggiata. Ammoniti: Pelliccia, Benvenga, Guaita, Zagari, Pantano, Del Sorbo, Marzano. Calci d’angolo 8 a 4 per il Taranto. Recuperi: PT 1’, ST 4’

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