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villaggio di babbo natale
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“Gli amici degli amici” tra norma, etica… e una canzone rap

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“Se non c’è norma si applichi l’etica”. Alla vigilia della doppia seduta consiliare torna il tormentone degli “amici degli amici” (chissà che a un buon rappista non venga l’idea di farci una canzone), lanciato per la prima volta dall’ex assessore al bilancio Lorenzo Basile. A riproporla attraverso una nota stampa è la consigliere indipendente Magda Balsamo che anticipa il suo punto di vista rispetto alla questione degli incarichi diretti per gli importi inferiori ai 40 mila euro, parlando di norma ed etica.

“Ma si farà un’adeguata indagine di mercato prima di affidare qualsiasi incarico? – si chiede Magda Balsamo – il comune di Martina Franca spende ingenti somme di denaro pubblico per incarichi esterni documentati senza avere un regolamento che disciplini questi processi. Nonostante altri comuni sono dotati di regolamenti in materia, nel nostro infatti non esistono norme tali, che ad esempio prevedano casi specifici di incompatibilità degli incarichi a persone aventi rapporti di parentela con sindaco, assessori e consiglieri comunali”.

“Non essendoci una normativa comunale – continua Magda Balsamo – probabilmente nell’affidare questi incarichi si è applicata la famosa regola degli ‘amici degli amici’. Basta prendere le determine che si può avere un quadro completo e chiaro. L’assenza di una regola non autorizza arbitrariamente a fare ciò che si vuole. Ritengo che quando non esiste una norma, si applica l’etica. È indispensabile ricorrere all’esterno quando effettivamente il Comune ha assunto decine e decine di persone tra dirigenti, geometri, istruttori amministrativi con la laurea in Giurisprudenza? Assunzioni, queste fatte senza aver tenuto presente i carichi di lavoro. Adesso stiamo pagando gli uni e gli altri. A tal proposito mi impegnerò a proporre un regolamento in materia”.

Aspettando un possibile regolamento, sarebbe auspicabile che il sindaco facesse chiaramente luce sulla questione degli incarichi diretti, anche perché andiamo incontro alla campagna elettorale. “Gli amici degli amici” è uno spot troppo facile per i detrattori dell’amministrazione in carica; per dirla in gergo calcistico, un cross perfetto da mettere sui piedi dei 5 o 6 (?) candidati ad una poltrona in consiglio regionale. Diversamente si rischia davvero che la questione diventi un tormentone. E metti che poi un rappista ci fa veramente una canzone?

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