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Candidatura in Regione, Tonino Fumarola ci pensa

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Potrebbe essere lui il candidato dall’area fittiana di Forza Italia. Tonino Fumarola sta avendo pressioni per candidarsi al consiglio regionale nei cosiddetti ricostrutturi. A spingere la sua candidatura ci sarebbero i consiglieri comunali vicini a Fitto e intorno al nome di Fumarola si concretizzerebbe anche l’appoggio di IdeaLista, con Michele Marraffa. “L’idea della condidatura c’è – ci ha spiegato l’esponente in consiglio di Area Popolare – ma in questo momento non ho deciso nulla. Con la mia famiglia stiamo riflettendo, anche sulla base di un reale appoggio alla mia candidatura. Entro uno o due giorni deciderò“. E un forte appoggio per Fumarola potrebbe arrivare da Gianfranco Chiarelli e anche in questo caso andrebbero valutate le dinamiche interne del partito, considerando la vicinanza tra l’onorevole e il crispianese Perrini.

Intanto, Tonino Fumarola, torna sulla questione degli sprechi della sanità pugliese, dopo la risposta data dall’assessore ai lavori pubblici Gianfranco Palmisano.

La sanità in Puglia, come a Martina Franca – scrive Fumarola – vive fra realtà e brutti sogni e mi sembra naturale che qualcuno prometta sogni più positivi in tempo di elezioni. Positivi si, ma quanto reali? In veste di componente del consiglio comunale ho a cuore le sorti del territorio martinese e pongo le domande all’uomo di riferimento che siede a livello regionale. Che l’amministrazione Ancona sia da tempo impegnata a rivoluzionare la città è un fatto che i cittadini hanno verificato (anche se la rivoluzione è rimasta solo su Facebook). Se nel precedente articolo denunciavo la sproporzionata cifra dedicata ai canoni di locazione per solo sei locali siti in Martina Franca (oltre 500mila euro all’anno), in questo intervento mi accingerò a fare una ulteriore riflessione in merito all’emorragia di risorse che vede da anni dissanguare la sanità regionale. Quando Vendola dieci anni fa prese le redini della Regione, la disfatta del suo programma elettorale iniziò da Terlizzi per poi arrivare in valle d’Itria con il rischio declassamento del nostro nosocomio ospedaliero. L’allora assessore Amati (predecessore di Pentassuglia) avviò la dismissione sul nostro territorio dei servizi sanitari ma i contratti di locazione erano già sottoscritti ed il consigliere Pentassuglia non obiettò molto. Oggi se un esponente di centrodestra contesta per l’ennesima volta una situazione, la risposta che viene riservata è sempre la stessa: colpa di chi amministrava prima. Ma sono passati dieci anni e le responsabilità di chi ha amministrato in questi anni la Regione Puglia ha due nomi: Vendola e Partito Democratico“.

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