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Lampi tuoni…e labirinto

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Proseguono nel loro cammino le note, la musica e il canto della 46esima edizione del Festival della Valle d’Itria. Si muovono tra mare e masserie, in queste serate di un’estate dalla temperatura fresca, che invita a coprirsi un po’ e a volte a ripararsi dalla pioggia.

Così è stato. Due pianoforti dinanzi all’incantevole mare di Polignano, due eccellenti pianiste le cui mani scorrevano sapienti sui tasti, una voce meravigliosa, un pubblico attento e appassionato e…lampi e tuoni in sottofondo.

Il canto della bravissima Lidia Fridman, la coinvolgente musica che si librava dai pianoforti mirabilmente suonati dal duo Anastasia e Liubov Gramoglasova, il profumo del mare, rimasto quando il buio ha privato i presenti del bellissimo sfondo dai colori cangianti, tipici del tramonto, ma altrettanto vaghi e indeterminati come la musica “impressionista” che giungeva loro.

Completamente immersi nell’ascolto, il connubio di note e gocce di pioggia, seppur piacevole e suggestivo ha costretto all’interruzione, con evidente disappunto e dispiacere della pianista che in quel momento stava deliziando i presenti con uno degli ultimi brani in programma. I pianoforti prontamente coperti, il pubblico riparatosi nei locali della Fondazione Museo Pino Pascali, la pioggia venuta giù più copiosa, ha messo termine al primo concerto sul mare e lasciato nei presenti il desiderio di godere nuovamente dell’unione musica-mare il 28 luglio ai piedi del Castello Aragonese in quel di Taranto.

Concerti anche tra gli ulivi, nelle nostre meravigliose masserie: Del Duca a Crispiano, Capece a Cisternino e Palesi a Martina Franca. La scenografia accompagna i concerti itineranti tra mare e terra: tre tavoloni in legno, spostati di luogo in luogo, mi ricordano gli spettacoli del passato, con scenografie essenziali, ma allo stesso tempo “giuste e appropriate”, che, di volta in volta, assumono i colori tipici della location che li ospita.

Concerti che vedono il pubblico applaudire contento e soddisfatto di aver ascoltato buona musica, proposta da bravissimi musicisti in posti insoliti, accoglienti e che parlano della nostra terra e della nostra storia.

La musica girovaga del Festival della Valle d’Itria, ha un punto fermo, nel quale lo spettatore torna: l’atrio del Palazzo Ducale, dove è andato in scena il secondo titolo in programma, un’opera divisa in due, un filo di Arianna che si è dispiegato in giornate diverse, un labirinto dal quale protagonisti sulla scena e pubblico presente per poter venir fuori hanno dovuto attendere due rappresentazioni. “Arianna a Nasso” ha visto il grande maestro Fabio Luisi dirigere l’orchestra, attori e cantanti muoversi tra abiti stupendi, scenografia d’effetto e note apprezzate dal pubblico che ha espresso il proprio consenso con un lunghissimo, interminabile, applauso finale.

Repliche e tante novità ci attendono nei prossimi giorni…

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