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La PROVA GENERALE del 46° FESTIVAL della VALLE D’ITRIA diventa una LEZIONE in PRESENZA

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Il 46 Festival della Valle d’Itria riporta la musica, il canto e la recitazione nuovamente sul palco. Si torna dal vivo: artisti e spettatori, finalmente insieme, l’uno difronte all’altro, seppur nel pieno rispetto delle distanze e delle norme dettate dall’emergenza Covid.

All’opera “Il Borghese Gentiluomo” l’onore di concretizzare quello che per diversi mesi sembrava essere solo un sogno: tornare a teatro, tornare a beneficiare delle diverse forme d’arte in presenza.

Come ormai avviene da diversi anni la prova generale delle opere è aperta ai giovani, che possono assistere gratuitamente. Iniziativa, questa, degna di nota e per la quale mi sono sempre complimentata con l’organizzazione: dare questa opportunità che consente alle nuove generazioni di seguire, appassionarsi e amare la lirica e la buona musica. E’ stata proprio questa l’occasione che ha fatto respirare un ritorno alla normalità non solo per i musicisti, ma anche per i presenti, perlopiù studenti che dopo tanti mesi di DaD hanno ascoltato una vera lezione in presenza, dalla voce del direttore artistico Alberto Triola, che ha mirabilmente introdotto l’opera. Inevitabile il parallelismo tra il filo di Arianna, il suo mito, l’isolamento, l’abbandono, il distacco, la paura del labirinto in cui ci si smarrisce e il vissuto di tutti, dell’intera umanità nei mesi appena trascorsi.

Ma l’essere presenti, anche se in numero ridotto e dislocati nell’atrio, mostra e rende tangibile la volontà che muove coloro che sono desiderosi di mettere in scena pienamente la propria esistenza: sul palco come in platea. Tutto questo fa ritornare alla mente le parole di Paolo Grassi: “uniti in una comunità, che si raduna per riconoscersi appartenenti a radici comuni, per condividere un destino comune”. “Il Borghese Gentiluomo” è un’opera dalla partitura composita, musica, quella di Richard Strauss, destinata ad accompagnare una commedia, un testo di Molière.

La parola è poi passata al regista Davide Gasparro e al direttore d’orchestra Michele Spotti, giovanissimi entrambi, entusiasti del lavoro effettuato, delle scelte fatte per questa rappresentazione che si esprime attraverso il canto, la danza e la recitazione di Stefano Massini.

Un ringraziamento speciale da parte del direttore Triola al presidente Franco Punzi, che festeggia i quarant’anni di Festival e grazie alla tenacia del quale è andata in scena anche questa edizione, in un anno molto particolare, che nessuno dimenticherà mai…

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