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“Viva Sofia” diventa un Service Lions nazionale

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Il dottor Francesco Pastore ambasciatore “della vita”. Con grande orgoglio il presidente del Lions Club Martina Franca Host, Francesco Laddomada, ha presentato ufficialmente un’importante nomina nazionale ottenuta dal pediatra martinese, da sempre impegnato sul fronte della prevenzione ai pericoli e della sicurezza dei bambini. Pastore, infatti, ha ottenuto il ruolo di coordinatore del Service Nazionale “Viva Sofia: 2 mani per la vita”, con una missiva arrivata dal presidente del consiglio dei governatori Lions, Alberto Soci. Un Service, quello affidato a Pastore, che è stato votato nel corso del 64° Congresso nazionale di Sanremo e confermato, come Service al congresso di Roma del maggio 2017. Di cosa si tratta? Di una vera e propria campagna “salvavita”, che mira a formare quanta più gente possibile sulle tecniche di disostruzione, non solo in età pediatrica, ma utili per tutti. Una campagna informativa che con il progetto “viva Sofia” si sta portando avanti tra la gente comune, nelle scuole, con l’obiettivo di essere sempre preparati in casi di incidenti che possono rivelarsi fatali.

“Il 27% delle morti di bambini da 0 a 4 anni – ha evidenziato il dott. Pastore nel corso della presentazione avvenuta al park Hotel San Michele – avviene per cause di ostruzione delle vie respiratorie o da un corpo estraneo. Diventa fondamentale conoscere le manovre per far tornare a respirare i bambini e, in casi più gravi, avviare le manovre di respirazione cardio polmonare. L’unico strumento che abbiamo è quello della formazione, teorica e pratica, che può davvero salvare molte vite”.

E non mancano le testimonianze di genitori che hanno salvato i propri figli, dopo aver frequentato uno dei tanti incontri formativi promossi sul territorio. Adesso, con il Service Lions, l’azione potrà diventare ancora più capillare e più diffusa su tutto il territorio nazionale. Nel corso dell’incontro sono stati dati anche dei numeri: “Viva Sofia”, in poco più di un anno, ha formato circa 3000 persone in 38 eventi complessivi. Ma è chiaro che si può fare di più, specie se le tecniche di disostruzione pediatrica fossero normate, in tema di sicurezza, con una legge nazionale. In alcune regioni l’obbligo già c’è. Insomma, ci sono già importanti “appunti” da cui la politica nazionale può attingere, per attuare un percorso formativo fondamentale nella salvaguardia della vita. “E’ proprio così – ha concluso Francesco Laddomada – tutto ciò diventa di fondamentale importanza, specie nel contesto di denatalità in cui viviamo. Due semplici mani possono salvare una vita”.

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