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villaggio di babbo natale
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Randagi a spasso di notte, torna la paura

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Randagi in giro per la città e scatta l’allarme. Non è la prima volta che un branco di cani randagi viene avvistato in città. Cani che spesso abbaiano rabbiosamente, destando preoccupazione ai cittadini. Si tratta di una problematica sulla quale l’assessore all’ambiente Stefano Coletta sta cercando di lavorare. Ed è proprio all’amministrazione comunale che i giovani di Area Popolare pongono della domande importanti, segnalando la presenza di randagi di notte.

IMG-20150418-WA0002La realizzazione di strutture idonee ad ospitare gli amici animali, sarebbe un passo importante per i cittadini di Martina Franca ed un obiettivo non impossibile da raggiungere – evidenzia Fabio Lacarbonara di Area Popolare Giovani – l’azione portata avanti quotidianamente dai volontari, non è in grado di risolvere da sola il problema del randagismo: essi si occupano della cura di cani e gatti abbandonati, sostenendo anche spese piuttosto costose, impegnandosi a trovare loro un posto dove stare, ma la situazione si presenta ogni giorno più difficile da gestire. L’ente comunale cosa ha intenzione di fare? E quando, dopo anni di spot, l’amministrazione agirà per risolvere il problema? Chi in questi anni si è dichiarato fautore della risoluzione, è al corrente del rischio giornaliero per la sicurezza a scapito dei cittadini martinesi?”.

Aspettando delle risposte dell’assessore Coletta, Lacarbonara, infine, pone anche delle problematiche di carattere legale, che ha delel conseguenze, aggiungiamo noi, di carattere economico per la città. A pagare gli eventuali danni, infatti, è sempre l’ente pubblico.

Come si evince da una sentenza che ha visto imputato di recente il Comune di Manduria – conclude Lacarbonara – la responsabilità di quanto possa accadere ai danni del cittadino va invero attribuita all’Ente in applicazione del principio generale del neminem laedere ex art.2043 c.c., e consistendo il fatto colposo nel aver omesso e trascurato l’amministrazione di adottare i provvedimenti e/o le cautele idonee a rimuovere ed eliminare il potenziale pericolo rappresentato dai cani randagi, con i poteri attribuiti dalla legge e con le modalità oggetto della discrezionalità amministrativa. Il cane randagio infatti aggressivo dell’uomo costituisce in sostanza per l’utente della pubblica via, un’insidia non prevedibile nè evitabile, in definitiva un pericolo occulto di cui la P.A. non può non essere chiamata a rispondere”.

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